Rifiuti come combustibile o come preziosa fonte di materie prime? Gli esperti avvertono che la costruzione di nuovi inceneritori di rifiuti nell’Unione europea potrebbe rallentare lo sviluppo del riciclo e dell’economia circolare.
L’espansione delle capacità di incenerimento rafforza infatti un sistema che privilegia la combustione rispetto alla prevenzione della produzione di rifiuti, al riutilizzo e al riciclo. Si tratta dei principi che l’Unione indica da tempo come priorità nella gestione dei rifiuti.
Stop ai nuovi inceneritori
Nel settembre 2025 l’organizzazione Zero Waste Europe e altre 155 organizzazioni, comprese associazioni slovacche come Priatelia Zeme SPZ e Znepokojené matky, hanno inviato una lettera congiunta alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, ai commissari europei e ai ministri degli Stati membri in cui chiedono una moratoria immediata sull’approvazione e sulla costruzione di nuovi inceneritori in tutta Europa.
Secondo gli esperti, l’attuale sistema di gestione dei rifiuti è insostenibile. Gli inceneritori europei sono già oggi in grado di trattare circa 60 milioni di tonnellate di rifiuti urbani all’anno, una capacità che, a loro avviso, supera i bisogni reali.
Per essere economicamente redditizi, questi impianti necessitano di un flusso stabile di rifiuti per decenni. Ciò riduce la pressione verso la prevenzione della produzione di rifiuti, il riutilizzo dei materiali e il riciclo, cioè i principi su cui dovrebbe basarsi l’economia circolare dell’Unione.
I critici sottolineano inoltre che l’ulteriore espansione degli inceneritori consolida un modello economico lineare fondato sul principio “produrre – consumare – bruciare”. Un approccio di questo tipo contrasta con l’obiettivo europeo di ridurre sia la quantità di rifiuti sia le emissioni di gas serra.
Più emissioni dei combustibili fossili
Anche la produzione di energia dalla combustione dei rifiuti è problematica. Soprattutto i rifiuti ad alto contenuto di plastica possono avere, nella produzione di energia, un’intensità di carbonio superiore a quella dei combustibili fossili. In altre parole, per produrre la stessa quantità di energia possono generare più emissioni di anidride carbonica rispetto alla combustione di carbone o gas.
Secondo gli esperti, ciò contraddice gli obiettivi del Green Deal europeo e gli sforzi per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Ogni nuovo inceneritore costruito oggi significherebbe inoltre decenni di emissioni inutili di gas serra, condannando l’Europa a un futuro energetico insostenibile.
A questo si aggiungono i rischi per la salute. Gli inceneritori producono sostanze tossiche come diossine, PFAS e metalli pesanti, che possono inquinare l’aria e mettere a rischio le comunità circostanti. Diversi studi scientifici li collegano a un aumento del rischio di cancro, a disturbi del sistema immunitario e a danni nello sviluppo dei bambini. Nonostante le affermazioni dell’industria, gli studi scientifici confermano chiaramente i loro rischi per la salute.
Invece degli inceneritori, rilanciare il riciclo
La moratoria proposta non avrebbe significato soltanto uno stop ai nuovi inceneritori, ma anche una graduale riduzione delle capacità di quelli esistenti. Le organizzazioni propongono quindi di dismettere ogni anno circa il cinque per cento degli impianti di incenerimento.
L’obiettivo è che l’Europa passi progressivamente dalla combustione dei rifiuti al riciclo, al riutilizzo dei materiali e alla prevenzione della produzione di rifiuti.
Un cambiamento di questo tipo richiederà investimenti nelle infrastrutture dell’economia circolare. Invece di costruire nuovi inceneritori, secondo gli esperti si dovrebbero sostenere maggiormente i sistemi di raccolta differenziata, riciclo, compostaggio e riutilizzo delle materie prime.
I critici sostengono che ulteriori investimenti negli inceneritori vincolano per molti anni fondi pubblici e privati a tecnologie che non sono compatibili con gli obiettivi climatici dell’Unione europea né con gli sforzi per ridurre la quantità di rifiuti.
Secondo loro, l’Europa potrà creare un sistema di gestione dei rifiuti più sano e sostenibile solo se smetterà di espandere le capacità di incenerimento e inizierà a sostenere più intensamente le soluzioni circolari.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato su euBrief disponibile qui.

